
Finisci di vedere In Bruges senza sapere cosa hai appena visto. Un thriller, un film drammatico, una commedia. In realtà hai appena visto un'opera teatrale messa su grande schermo, un noir comico nei momenti di tensione massima e tragico nei momenti rilassati. In cui Colin Farrell aggredisce con un colpo di karate un nano fatto di cocaina, e Ralph Fiennes, il capo cattivo che dice cazzo al termine di ogni frase, parla 10 minuti a telefono dei cigni di Bruges prima di commissionare un omicidio. Spettacolare il continuo attacco agli americani ("sono americano, ma non farmene una colpa", o il grassone mcdonald-nutrito che muore d'infarto sulle scale della torre). E comunque, se non altro, Martin McDonagh, autore teatrale londinese, è riuscito nel dichiarato intento pubblicitario di farmi venire voglia di andare in "questa cazzo di Bruges".

1 commento:
poi parli di me... non posti dall'era della pietra...
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