(DNews, 1-4-08)
Non ci stava a perdere la faccia. La famiglia, un posto di lavoro prestigioso ed invidiato, la considerazione dei colleghi e dei suoi pazienti. Ma non ha neppure voluto cedere al ricatto dell'uomo con il quale per un paio d'anni avrebbe avuto una relazione omosessuale di nascosto dalla moglie. Ha raccontato tutto ai carabinieri, ammettendo che tra lui e un 43enne di Treviglio c'era stata una storia basata su un rapporto sessuale gay. Lo ha fatto denunciando però il suo ex amante, che da settimane lo tormentava al telefono con insulti e minacce. Il suo silenzio, dopo anni di passione, aveva un costo salato: diecimila euro in contanti in cambio di filmini a lui rosse che gli avrebbero probabilmente rovinato la vita, compromettendogli la reputazione. E così, dopo l'ennesima telefonata minatoria l'uomo, un medico bergamasco di 65 anni, apparentemente molto noto in provincia, si è deciso a vuotare il sacco. Il professionista ha ammesso la sua relazione extraconiugale con un operatore sanitario di 43 anni, S.D., residente a Treviglio; i due, entrambi sposati, si sono conosciuti un paio d'anni fa in internet: navigavano tutti e due nelle chat pruriginose in cui ci si scambiano fantasie e preferenze erotiche. All'inizio è stato un gioco, poi si sono incontrati davvero e tra loro è nata un'amicizia molto intima. Secondo quanto si è potuto apprendere, i due si vedevano nello studio privato del 65enne, ed era lì che molto spesso si consumavano i rapporti extraconiugali. Dopo oltre un anno e mezzo, però, il medico avrebbe deciso di interrompere la relazione. Una scelta che il compagno pare non abbia preso affatto bene: da quel momento sarebbero infatti iniziate le minacce di rendere pubblica la loro relazione. Il 43enne trevigliese sosteneva di essere in possesso di materiale compromettente e di poterlo incastrare in qualsiasi momento. L'uomo, secondo quanto ha rivelato il 65enne, raccontava di aver ripreso più volte i loro incontri intimi e di avere filmini e fotografie che li ritraevano in atteggiamenti a dir poco piccanti. Per evitare che il materiale fosse recapitato a casa alla moglie, l'operatore sanitario ha tentato quindi di estorcere al suo ex amante una somma di 10mila euro. Al medico non è rimasto altro da fare che cedere alle minacce; l'invito a sborsare il denaro si era infatti trasformato in una bomba ad orologeria. Venerdì pomeriggio i due si sono dati appuntamento nel parcheggio del Policlinico di Ponte San Pietro: il medico ha lasciato la busta con il denaro nel luogo pattuito, dopodiché sono intervenuti i carabinieri, che hanno arrestato l'estorsore. Con lui non aveva però né i video, né le fotografie di cui aveva parlato. Secondo i militari è possibile che il materiale non esista neppure e che l'uomo si sia inventato tutto per intimorire la sua vittima. L'uomo è stato arrestato per tentata truffa; ieri mattina al gip ha fornito una versione dei fatti diversa, negando di aver mai avuto una relazione con il medico. Al termine dell'interrogatorio, il giudice gli ha concesso gli arresti domiciliari.

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