martedì 8 aprile 2008

scuse londinesi per materazzi

DNews, 08-04-2008
“Solo” una sorella prostituta, nessuna madre terrorista. Era questo che Marco Materazzi aveva addebitato a Zinedine Zidane la notte del 9 luglio 2006, poco prima che il francese lo atterrasse con la testata più famosa della storia del calcio, e non solo. Nessun epiteto politico-religioso-razzista di quelli attribuiti al difensore azzurro nei giorni successivi alla finale di Coppa del Mondo 2006, nessun riferimento alla Jihad, niente di niente. E così il granitico difensore dell’Inter ieri è saltato sul primo aereo per la capitale londinese ed è stato “investito” delle scuse ufficiali del Daily Star, uno dei tre giornali inglesi che pubblicarono una versione dei fatti diversa da quella reale. E le scuse non erano rappresentate da una stretta di mano, ma da una vera cerimonia in grande stile davanti ai banchi dell’Alta Corte di Londra, che ha dato ragione all’italiano al termine di una lunga battaglia legale.
Gli attacchi prima della causa
Il tabloid inglese aveva attribuito a Materazzi pesanti insulti a sfondo razzista indirizzati alla madre del campione francese. Una provocazione anti-islamica che avrebbe poi scatenato la reazione di Zidane. Di sicuro scatenò la reazione della madre del campione ex Juve: «Provo solo disgusto per Materazzi - avrebbe raccontato al Mirror - e se veramente ha detto certe cose voglio i suoi testicoli su un piatto». Furono giorni molto caldi, in cui l’interpretazione delle parole del tatuatissimo campione del Mondo diventarono l’unico argomento di conversazione di giornali e bar di tutto il pianeta. Ora, a distanza di poco meno di due anni, l'Alta Corte londinese ha però dato ragione al difensore nerazzurro. Il Daily Star - ha spiegato il legale di Materazzi, Steven Heffer - dovrà anche risarcire i danni d'immagine subiti dal giocatore dell'Inter, così come i costi legali della causa. Costi che potrebbero quantomeno triplicare, visto che Materazzi ha avviato contenziosi legali anche con altri due tabloid britannici, il Sun e il Daily Mail.
E i francesi?
Le scuse, dunque, arrivano, anche se tardive, ma non da parte di coloro che da quella sera si sono arroccati dietro uno sciovinistico giustificazionismo, perdonando il campione irascibile perchè “provocato”. Parliamo dei francesi, a partire proprio da Zidane. L’incontro “riparatore” non c’è mai stato, e quello annunciato dai giornali canadesi era solo uno dei tanti pesci d’aprile. Eppure di insulti sul mestiere più antico del mondo, in campo, se ne sono sentiti tanti, senza inventarsi la nuova figura dell’interprete di labiali. E quella finale poteva anche finire in modo diverso senza quel rosso. Ma contenti loro, contenti tutti. Compreso il Times, che ha eletto l’insulto di quella notte come il peggiore della storia, pur non sapendo di che insulto si trattasse.Di sicuro ad uscirne riabilitato è proprio lui, “The Matrix”, una vita da campione e da cattivo, amato o inviso, odiato o capito. Quella notte segnò il gol del pareggio e uno dei rigori che regalarono il sogno alla Nazionale. Per lui ci fu una sollevazione popolare senza precedenti: ben 43.500 firme sono state raccolte dalla petizione contro la squalifica che gli fu inflitta dalla Fifa per quella provocazione ancora poco chiara. Una squalifica che lo tenne fuori proprio dalla rivincita coi francesi alle qualificazioni per l’Europeo. Le sei parole più famose del mondo, tuttavia sarebbero diventate note l’estate successiva, quando fu proprio Materazzi a rivelarle all’inizio del suo libro autobiografico. “Preferisco la p...a di tua sorella”. Sei “stupide” parole su Lila, 38 anni, modella, che avrebbero cambiato la storia di due calciatori ma soprattutto avrebbero incrinato i rapporti tra due paesi da sempre vicini solo per caratteristiche geografiche. Oggi il Louvre ci fa la “grazia” prestando “La Belle Ferronnière” di Leonardo alla mostra di Verona, e forse Air France è l’unica azienda in grado di salvare la nostra compagnia di bandiera. Ma poco importa, diranno gli sportivi: quello che vogliamo sono le scuse di Zizou.

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