Pd 13 (61%)
Sinistra Arcobaleno 4 (19%)
Pdl 3 (14%)
Altro 1 (4%)
Udc/Rosa Bianca 0 (0%)
Altro 1 (4%)
Udc/Rosa Bianca 0 (0%)
Molto rappresentativo, il mio blog: ventuno votanti per il sondaggio, plebiscito per Veltroni, Sinistra in ottima salute e scomparsa di Berlusconi. Un blog lunare, la realtà è questa:
DNews, 15-04-2008
«Bassolino ha ragione a dire “ora e finché ci sono i rifiuti per strada non me ne vado”. Ora che c’è l’immondizia per strada, ci mancherebbe solo che chiudessimo gli organi istituzionali aggiungendoci anche una campagna elettorale. Poi, da qui a qualche mese, in Campania si dovrà aprire una fase nuova». In tanti hanno provato ad estorcere a Walter Veltroni qualcosa “in più”, qualche gesto più coraggioso su due degli esponenti più discussi del Pd: Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino. In tanti si sono sentiti rispondere sempre questa dichiarazione, diventata celebre in una delle tante notti pre-elettorali di Porta a Porta. Poco, troppo poco. Un segno di discontinuità, forse, andava dato subito, come l’esclusione dalla corsa comune della Sinistra
Arcobaleno. Le elezioni, dunque, le hanno decise anche, e soprattutto, quei sacchetti in strada, quei roghi di immondizia, quegli scontri nelle discariche, quelle pecore moribonde, quelle mucche alla diossina che hanno trasformato la Campania da feudo abbastanza intoccabile della sinistra in bacino della destra. Un plebiscito, quello di Berlusconi, che con il 51% ha staccato nettamente Veltroni e Di Pietro, fermi al 34%. Un plebiscito per il quale Berlusconi ha speso poche parole: «Il primo consiglio dei Ministri lo faremo a Napoli». Addirittura superfluo, probabilmente, per convincere chi era già stato convinto dall’esasperazione. E chi a suo volta ha convinto molti cittadini del Nord a “desiderare” quello che la Lega, vera trionfatrice, va dicendo da tempo: la secessione.L’esito del voto, infatti, parla azzurro anche nelle regioni che non hanno trascorso gli ultimi mesi sotto cumuli di rifiuti. Il Nord, anzitutto: se il Pd è riuscito a vincere in alcune città il confronto diretto sul Pdl, lo scontro regionale tra coalizioni non ha lasciato scampo a Veltroni: Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, Friuli Venezia Giulia, Valle d’Aosta, sono tutte dalla parte di Berlusconi. In molti casi, grazie al poderoso risultato della Lega Nord, che in molte province ha raddoppiato il proprio consenso tra gli elettori. Solo il Trentino e la “solita” Emilia Romagna hanno votato a centrosinistra. Al centro e al Sud la situazione non è migliore per Veltroni, che ha conquistato pochissime regioni: il trittico Toscana-Umbria-Marche, il Molise (con il “boom” di Antonio Di Pietro) e la Basilicata. Stop. Anche il Lazio è finito al centrodestra, come la Liguria al termine di un lungo testa a testa. Una delle regioni in cui il confronto era più atteso era il Veneto. Qui il capolista alla Camera del Pd è Calearo, per il quale «dopo sole tre settimane di politica e a sei mesi dalla nascita del Pd non è un cattivo risultato». A confermarlo anche il coordinatore regionale di An Giorgetti, che si aspettava «qualche voto in più». Tutto sommato soddisfatto, anche se polemico, il governatore Galan: «Se si calcola che durante la campagna elettorale in Veneto della Pdl a livello nazionale sono venuti Ignazio La Russa e Silvio Berlusconi, con una toccata e fuga a Vicenza, è un ottimo risultato». E alla fine anche l’affluenza, come sostenuto da Veltroni, è stata meno deficitaria di quanto ci si aspettava dopo i primi risultati: l'Emilia Romagna è la regione che ha fatto registrare la piu' alta affluenza di elettori alle urne, con l’86,1%. Nelle prime posizioni anche Lombardia e Veneto (84,6%), il Trentino Alto Adige (84,3%) e l'Umbria (84%. Nelle ultime posizioni la Calabria (71,3%), la Sardegna (72,2%) e la Sicilia (74,8%). Ma il calo dei votanti assume dimensioni in alcuni casi mastodontiche proprio nei comuni della Campania interessati dall'emergenza rifiuti. A Sant'Arcangelo Trimonte, nel Sannio, dove è prevista la realizzazione di una mega discarica, il numero dei votanti è questo: -31% al Senato, -28% alla Camera.

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