DNews, 10-04-2008
Processi inutili ed eterni? Ecco la prova. Quello che si è aperto a Milano è da Guinness dei primati: avviato nei confronti di un senegalese di cui da anni si sono perse le tracce, ma che è accusato di aver calunniato un anziano bergamasco che non può più essere parte lesa perché è morto da cinque mesi. Ieri il giudice ha rinviato il dibattimento al 23 settembre, con lo Stato che nel frattempo paga le spese agli avvocati nominati d'ufficio – 52,50 euro a udienza – e circa 80 euro per ogni fascicolo. Ameth, l'imputato, ha 44 anni, è originario del Senegal e da anni è sparito nel nulla e Sergio, la parte offesa, è un signore bergamasco del 1933 morto lo scorso 26 novembre. Questa la vicenda: nel 2003 il senegalese decide di comprare un'auto da un settantenne. L'immigrato paga i 1.880 euro pattuiti con un assegno scoperto e poi denuncia alla Polfer di Milano lo smarrimento del libretto degli assegni. Così, quando il signor Sergio va ad incassare la somma finisce nei guai e viene accusato di furto o ricettazione. L'anziano, nel maggio successivo, sporge una controdenuncia, spiegando ai carabinieri di essere stato truffato. Il procedimento viene trasmesso per competenza a Milano, ma nel frattempo l’immigrato “scompare”. Passano circa quattro anni e nonostante l’accusato risulti tuttora irreperibile e la parte offesa defunta, per un vizio di forma, il 30 gennaio scorso il gup manda a processo il senegalese.

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