Per chi come me è dipendente dai Chupa Chups, oggi su DNews ho scritto una doppia pagina sui primi 50 anni del lecca lecca spagnolo. Peraltro bruciando inconsapevolmente un paio di esclusive che altre testate avevano già concordato con l'azienda. Buona lettura ai chupadores
«No, no, no, aspettate: io al cinema senza Chupa Chups non ci entro». Oppure: «Ho bisogno di tenere occupate le mani, ho bisogno di un Chupa Chups». I modi per dire Chupa Chups sono infiniti. Una rivelazione, una prorompente moda, un terribile vizio. Che non perde smalto, neanche oggi che il peso dell’età si fa sentire: sono passati cinquant’anni dalla messa in commercio del primo Chupa Chups, della prima leccata a quella caramella tonda in cui si conficcava il bianco bastoncino di plastica. Era il 1958, ed Enric Bernat realizzò il sogno di tutti i bambini: mangiare una caramella con una “forchetta” e senza sporcarsi le mani. All’inizio si chiamò Gol, immaginando la caramella come una palla e la bocca come una porta. Quindi nacque il Chupa, da chupar, succhiare, e col Chupa nacque la canzoncina dal successo strepitoso: “Chupa un dolce caramelo, chupa, chupa, chupa un chups”. Da allora quel fenomeno non avrebbe mai abbandonato i bar della Spagna, sporgente com’era da quei raccoglitori da 200 pezzi, che in 5 anni comparve in 300mila negozi. Con la caduta del regime franchista iniziò la conquista del mondo. Nel 1995 i Chupa Chups arrivarono addirittura nello spazio, a bordo della stazione Mir. Il logo fu disegnato nientemeno che dal pittore surrealista Salvador Dalì: il motto era “È rotondo e dura molto, Chupa Chups”. Da due anni di spagnolo sono rimasti soltanto gli stabilimenti dolciari: ad acquistare il marchio è stata infatti l’italianissima Perfetti-Van Melle, la stessa azienda di Brooklin, Big Babol, Golia, Mentos e Alpenliebe. Il gruppo, con un fatturato dai 1.832 milioni di euro nel 2007, è il terzo al mondo per “confectionery”. E per i 50 anni del suo miracolo ha lanciato il pacchetto “Relax”, contenente sei mini-Chupa Chups senza zucchero con estratti naturali di erbe. Un pacchetto in cui, al posto delle scritte in stile “nuoce gravemente alla salute” c’è una bugia cui ormai nessuno crede più: “Chupar non crea dipendenza”.


3 commenti:
salve sono uno scienziato italiano che ha lavorato molto su questo argomento ed in effetti su queste caramelle ormai volgarmente chiamate chupa chupa (lecca,lecca)
è presente un elemento abbastanza abbondante in quasi tutta la sostanza zuccherosa..cioè l'ACTINUM DESPENDIS..la cosa allertante è che è la stessa sostanza presente sul fumo e cocaina...
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Sà non DROGARTI!!!
by:Rider
Uhm. Il famoso actinum despendis. Sempre lui. Almeno ci hai messo nome e cognome...
dai è uno skerzo zio!!!
mio padre che chupa chups crea dipendenza e lo prendo x il culo
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