Il weekend ha portato in dote due film molto diversi e molto simili. Tutta la vita davanti di Virzì e Onora il padre e la madre di Lumet sono due riflessioni sulla povertà e l'effetto psicodistruttivo che la provoca o che ne scaturisce. In Italia il precariato, in America le droghe e l'assenza di valori, sono i motori che accendono i percorsi di morte, in cui si esibiscono le frustrazioni a lungo represse. In Italia la madre della protagonista muore di cancro, in America con un proiettile. In Italia qualcuno si salva, in America no. Anche i due vecchietti simbolo della società incorrotta fanno da spartiacque: in Italia accudiscono e leniscono, in America
diventano omicidi. Forse il vecchio Sidney Lumet è solo meno disincantato del giovane Virzì. A cui piacerebbero università collegate alle aziende, contratti blindati e salario minimo garantito. Ma i primi a deluderlo saranno proprio i suoi piccoli eroi tutti call center e Grande Fratello, che di fronte all'ingiustizia di cui sono vittime al massimo si mangeranno un bel gelato in un mega-centro commerciale. Proprio come fanno nel film. Ma se quella è l'America, viva l'Italia.
diventano omicidi. Forse il vecchio Sidney Lumet è solo meno disincantato del giovane Virzì. A cui piacerebbero università collegate alle aziende, contratti blindati e salario minimo garantito. Ma i primi a deluderlo saranno proprio i suoi piccoli eroi tutti call center e Grande Fratello, che di fronte all'ingiustizia di cui sono vittime al massimo si mangeranno un bel gelato in un mega-centro commerciale. Proprio come fanno nel film. Ma se quella è l'America, viva l'Italia. 

2 commenti:
Quello di Virzì mi manca, Onora il padre e tutta la sacra famiglia invece l'ho visto. Angosciante, e così terribilmente possibile...
io uno che scrive queste cose aspetto solo di poterlo incontrare
vi.
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