Il mio esame da professionista inizia intorno alle 14 del 16 gennaio 2008, via del teatro marcello roma. L'oroscopo di Leggo recita: "Oggi hai un obiettivo molto importante: l'unico modo per centrarlo è fare la voce grossa". Le stanze dell'Ordine romano sono pervase di flussi d'ansia e di vuoti di memoria. Sono l'ultimo. Mi chiamano, mi siedo. Parlo della mia tesina, La leggenda del pensionato che ruba. All'inizio prestano attenzione in due. Io dò fiducia a Leggo ed alzo la voce. Pian piano ho l'attenzione di tutti. Mi interrompono. Una donna mi dice che non può essere così. Che non può essere che un giornalista subisca un procedimento da parte dell'Ordine regionale cui appartiene. Io sono poco disposto a lasciar correre, penso a Leggo e le spiego come funziona: il giornalista ha solo il diritto di ricusare i componenti del suo Ordine, ma in questo caso neanche l'aveva fatto ed era stato regolarmente ascoltato 30 giorni dopo la notifica del procedimento. Un'altra donna mi chiede cos'è il comitato di bioetica. Poi mi chiedono delle fonti. Io sostengo che qualsiasi fonte da sola non garantisce la verità e merita riscontro. Uno dei commissari si inalbera, invitandomi a pensare al caso in cui fosse il presidente della Repubblica a darmi la notizia. Gli altri commissari concordano. Ma io ripenso a Leggo. E dico che se nel 1973 mi fossi fidato di Richard Nixon sull'inesistenza di una campagna anti-democratica non sarei stato un buon giornalista. E' la seconda volta che metto a tacere un commissario. Mi viene chiesto se è perseguibile il giornalista che riceve atti da pubblico ufficiale. E della corte di Cassazione. Poi interviene Ferruccio Gard, voce storica di Novantesimo Minuto, e mi chiede perchè si dica "Caporetto" e chi è un "certosino". Gli dico chi erano i certosini, ma lui vagheggia di un santo certosino. Non mi pareva il caso di deluderlo e stavolta lascio correre. Poi parlo di Caporetto, e i commissari hanno un sussulto finale. Quando indico anche la data il presidente grida "standing ovation". In testa mia concordo appieno. Piovono pacche sulle spalle.
giovedì 17 gennaio 2008
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