Se tagli il Napoletano e il Casertano con un lento treno regionale per Roma ti puoi dire testimone di una catastrofe. Puoi guardare l'implosione di un territorio, che non smaltisce più ciò che produce, straborda di metalli, plastica, gas che fuoriescono dalla terra come la polvere dal tappeto. Casoria, Villa Literno, Aversa, San Cipriano. E' come se ci fosse una guerra in corso. Ogni strada isolata, ogni sottopasso di un ponte, ogni zona d'erba, campo di calcio, coltivazione è buona per ammassare i rifiuti che non hanno più dove andare. Spesso invadono i binari, o fuoriescono dai teloni infangati a due passi da un cimitero, come fossero morti viventi. E spesso circondano i pascoli. Il 90% dell'esposizione umana alla diossina avviene attraverso gli alimenti (in particolare dal grasso di animali a loro volta esposti a diossina) e non direttamente per via aerea: il fenomeno del bioaccumulo fa sì che la diossina risalga la catena alimentare umana concentrandosi sempre più, a partire dai vegetali, passando agli animali erbivori, ai carnivori ed infine all'uomo. Un rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità denuncia un aumento di casi di tumore alle parti molli (fegato, pancreas, polmoni), di linfomi, sarcomi, malformazioni congenite fino all'84% in più della media. E un'impennata dei tassi di mortalità. Chiunque viva in Campania lo ha sperimentato sulla pelle sua o dei suoi cari. La procura della Repubblica di Napoli ha aperto un'altra inchiesta. Questa volta l’ipotesi è epidemia colposa. Un'epidemia cui forse solo il tempo darà ascolto. Quando le cifre della catastrofe di fine secondo millennio in Campania, ora così sfuggenti, saranno drammaticamente chiare.giovedì 17 gennaio 2008
prossima fermata discarica
Se tagli il Napoletano e il Casertano con un lento treno regionale per Roma ti puoi dire testimone di una catastrofe. Puoi guardare l'implosione di un territorio, che non smaltisce più ciò che produce, straborda di metalli, plastica, gas che fuoriescono dalla terra come la polvere dal tappeto. Casoria, Villa Literno, Aversa, San Cipriano. E' come se ci fosse una guerra in corso. Ogni strada isolata, ogni sottopasso di un ponte, ogni zona d'erba, campo di calcio, coltivazione è buona per ammassare i rifiuti che non hanno più dove andare. Spesso invadono i binari, o fuoriescono dai teloni infangati a due passi da un cimitero, come fossero morti viventi. E spesso circondano i pascoli. Il 90% dell'esposizione umana alla diossina avviene attraverso gli alimenti (in particolare dal grasso di animali a loro volta esposti a diossina) e non direttamente per via aerea: il fenomeno del bioaccumulo fa sì che la diossina risalga la catena alimentare umana concentrandosi sempre più, a partire dai vegetali, passando agli animali erbivori, ai carnivori ed infine all'uomo. Un rapporto dell’Organizzazione mondiale della sanità denuncia un aumento di casi di tumore alle parti molli (fegato, pancreas, polmoni), di linfomi, sarcomi, malformazioni congenite fino all'84% in più della media. E un'impennata dei tassi di mortalità. Chiunque viva in Campania lo ha sperimentato sulla pelle sua o dei suoi cari. La procura della Repubblica di Napoli ha aperto un'altra inchiesta. Questa volta l’ipotesi è epidemia colposa. Un'epidemia cui forse solo il tempo darà ascolto. Quando le cifre della catastrofe di fine secondo millennio in Campania, ora così sfuggenti, saranno drammaticamente chiare.
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