mercoledì 30 gennaio 2008

crolla il mito di fastweb, anzi no



Ecco come si presenta la nota dei miei consumi Fastweb di questo mese. Chiamate locali, nazionali, internazionali, videocomunicazioni e numerazioni speciali, tutto fermo a zero euro, come ogni mese, grazie alla tariffa flat. Qualche problema con i cellulari nazionali: 838,87 euro. Eccesso di chiamate? Macchè, un errore di Fastweb. E il brutto non è la necessità di una nota di credito riparativa dell'azienda nè il tempo che ci impiegheranno ad erogarla. Il brutto è essere rimasti per quattro giorni complessivi senza telefono nè internet (Fastweb aveva bloccato tutto dopo aver rilevato un aumento anomalo dei consumi). Il brutto è essere rimasti per quattro giorni all'oscuro di qualsiasi ipotesi di causa. Il brutto è essere rimasti per quattro giorni aggrappati a telefono tra lunghe attese, menu computerizzati che cambiano di chiamata in chiamata, linee che cadono e operatori non solo all'oscuro di qualsiasi nozione per poter fare il proprio mestiere, ma anche privi di qualsiasi tipo di elasticità in grado di farteli differenziare da un nastro registrato. Operatori, perdipiù, scostumati. Fastweb, insomma, si è rivelata un'azienda che non cura il rapporto coi suoi clienti che pure pagano profumatamente. Un'azienda scostumata. Un'azienda che evidentemente può permettersi questo lusso, perchè se c'è gente come me che, dopo accrediti fasulli di 838,87 euro, interruzioni prolungate di servizio e assistenza inesistente e maleducata, non rescinde il contratto perchè "poi come faccio senza e-mule e la super-velocità", beh allora dov'è l'errore dell'azienda? Ben mi sta.

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